Alimentazione e Malattie Infiammatorie dell’Intestino: Un Nuovo Orizzonte di Ricerca

L’incidenza delle Malattie Infiammatorie Intestinali (IBD), che includono la colite ulcerosa (UC) e la malattia di Crohn (CD), è in aumento a livello globale. Considerate precedentemente malattie prevalentemente del mondo occidentale, sono ora riportate in rapida crescita anche nei paesi industrializzati emergenti1.

La Complessità delle IBD

Considerate malattie complesse, le IBD sono il risultato di una interazione tra genetiche, sistema immunitario, fisiologia intestinale e fattori ambientali. Fra questi, la dieta è uno dei fattori più manipolabili che può influenzare la risposta immunitaria e l’infiammazione2.

Alimentazione e IBD

Il coinvolgimento della dieta nelle IBD è stato largamente discusso nel corso degli anni, con ricerche che suggeriscono che determinate diete possono aumentare o attenuare l’infiammazione nel tratto intestinale. D’altra parte, altre ricerche indicano che specifici componenti dietetici possono modulare la composizione del microbioma intestinale, un attore chiave nell’infiammazione intestinale3.

Un recente passaggio in avanti nella ricerca è stato la scoperta del ruolo del cibo come mediatore nell’infiammazione intestinale. Studi preclinici mostrano un’associazione tra un maggior apporto di grassi, zuccheri semplici, carni rosse e alimenti trasformati con un incremento dell’infiammazione nell’epitelio intestinale4.

Nuove Frontiere della Ricerca

Sulla base di queste scoperte, la ricerca si sta concentrando sulla modifica della dieta per prevenire o gestire le IBD. Una recente revisione ha evidenziato l’efficacia della Dieta Specifica del Carico dei Carboidrati (SCD), una dieta basata sull’eliminazione di zuccheri complessi, cereali, latticini e alimenti trasformati, nella riduzione dei sintomi e dell’infiammazione nelle persone con CD e UC5.

Inoltre, c’è un crescente interesse per il potenziale delle diete basate su vegetali nella prevenzione e nel trattamento delle IBD. Queste diete sono ricche di fibre, che possono modulare positivamente il microbioma intestinale, riducendo l’infiammazione6.

Risvolti Clinici

Mentre i risultati emergenti sulla relazione tra dieta e IBD sono promettenti, è importante ricordare che le diete specifiche non sono adatte a tutti i pazienti. E’ essenziale un approccio individualizzato e l’intervento di una equipe multidisciplinare, includendo medici, dietologi e psicologi, per assicurare il migliore equilibrio tra alimentazione e controllo della malattia.

Conclusioni

E’ importante sottolineare che la ricerca su alimentazione e IBD è ancora nella sua infanzia. Tuttavia, l’importanza di un’attenta selezione alimentare come strumento preventive e di cura nelle IBD emerge sempre più chiaramente negli ultimi studi. Ulteriori ricerche sono necessarie per comprendere appieno il ruolo della dieta nel modulare la composizione del microbioma, l’espressione genetica e la risposta immunitaria, al fine di fornire un supporto alimentare ottimale ai pazienti affetti da IBD.

1. Kaplan GG. The global burden of IBD: from 2015 to 2025. Nat Rev Gastroenterol Hepatol. 2015.
2. Lee D, et al. Diet in the pathogenesis and treatment of inflammatory bowel diseases. Gastroenterology. 2015.
3. Lewis JD et al. The role of the diet in the pathogenesis of IBD: an update. Expert Rev Gastroenterol Hepatol. 2019.
4. Shouval DS et al. Diet modifications in acute pediatric Crohn disease – A translational approach review. Inflamm Bowel Dis. 2020.
5. Svolos V, et al. Treatment of active Crohn’s disease with an ordinary food-based diet that replicates exclusive enteral nutrition. Gastroenterology. 2019.
6. Chiba M, et al. Plant-based diets in Crohn’s disease. Perm J. 2019.

Condividi questo articolo