Alimentazione: le buone abitudini si imparano da piccoli

Si è spesso portati ad associare il termine “alimentazione” esclusivamente agli adulti, ai soggetti evidentemente fuori forma e a chi insegue specifiche finalità estetiche. In questo senso, la dieta è quasi sempre evocativa di estenuanti periodi di privazione, intrisa quindi di una connotazione profondamente negativa. In realtà, il vero significato della parola dovrebbe rimandare a una sana, piacevole e sostenibile programmazione alimentare, da applicarsi a qualsiasi fascia di età, anche (se non soprattutto) a bambini e ragazzi. A questo scopo, la figura del genitore diventa fondamentale nell’insegnare una corretta educazione fin dai primi anni di vita, per instaurare un naturale e proficuo primo approccio al cibo.
Le abitudini alimentari si definiscono infatti tra il secondo e il quarto anno di vita, e dipendono dalla struttura e dalle interazioni familiari. La varietà di alimenti proposti, inoltre, influenza profondamente le scelte dei piccoli, così come l’esempio a tavola degli adulti.

Nell’età evolutiva, infatti, i bambini prediligono i cibi a cui sono abituati; per ampliare le preferenze alimentari del piccolo, quindi, è consigliabile riproporre periodicamente una determinata pietanza (servono mediamente 10/15 contatti per rendere familiare un alimento), aiutandosi con una presentazione allettante del piatto. Con il passare degli anni, la dieta del ragazzo diventa sempre meno dipendente da quella dei genitori, e spesso degenera in cattive abitudini che si precisano da un lato in un eccessivo apporto calorico, dall’altro in più o meno gravi carenze nutritive.

A prescindere dall’età, quindi, prestare attenzione all’alimentazione significa innanzitutto soffermarsi sul fabbisogno nutritivo, ovvero sull’energia e sui nutrienti necessari a mantenersi in salute, permettendosi un regolare sviluppo. Tuttavia, l’apporto calorico in sé non è sufficiente ad assicurare la validità di una dieta; seppur molto calorici, infatti, cibi malsani ed eccessivamente processati – come merendine, snack e dolciumi – sono estremamente carenti dal punto di vista nutrizionale. Ogni cibo è caratterizzato dalle sue componenti nutritive, ovvero dalla quantità e dalla qualità dei macronutrienti (carboidrati, proteine, grassi) e dei micronutrienti (minerali, vitamine) che apporta all’organismo. Per assicurare a bambini e ragazzi una crescita sana e sicura, quindi, è consigliabile fornire loro pasti sia adeguatamente calorici sia nutrizionalmente completi, composti da un’ampia varietà di alimenti, regolarmente distribuiti nell’arco dell’intera giornata.

In aggiunta, è importante che i genitori stimolino i propri figli a condurre una vita attiva, limitando le ore passate davanti a tv e telefoni e rimpiazzandole con giochi all’aperto e sport. A tal proposito, ogni dieta deve essere commisurata all’attività fisica praticata, ricordando che, ad esempio, a un bambino sportivo serviranno più calorie rispetto a quelle di un suo coetaneo sedentario.

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