Atassia spinocerebellare tipo 1 (SCA1): focus su una patologia rara pediatrica

Atassia spinocerebellare tipo 1 (SCA1): focus su una patologia rara pediatrica

Analisi delle ultime scoperte scientifiche relative alla patologia rara dell’Atassia spinocerebellare tipo 1 (SCA1) in ambito pediatrico

Nell’ambito della pediatria, le patologie rare svolgono un ruolo significativo, rappresentando una sfida sia dal punto di vista diagnostico che terapeutico. Tra queste, l’Atassia spinocerebellare tipo 1 (SCA1), una malattia neurodegenerativa ereditaria che comporta progressiva perdita del controllo dei movimenti, è un esempio notevole. Pur presentandosi generalmente in età adulta, sono stati documentati casi pediatrici atipici, e di conseguenza l’interesse scientifico su questa patologia in campo pediatrico è in continua crescita.

L’Atassia spinocerebellare tipo 1 (SCA1) è caratterizzata dalla degenerazione neuronale, principalmente del cervelletto e del midollo spinale. Clinicamente, le manifestazioni iniziali includono disturbi della coordinazione dei movimenti (atassia), alterazioni del linguaggio (disartria) e difficoltà nella deglutizione (disfagia) (1). Nello stadio avanzato, i pazienti possono sviluppare sintomi più severi come l’atrofia muscolare e la perdita del movimento volontario.

Le cause alla base di questa malattia risiedono in una mutazione nel gene ATXN1, responsabile della produzione della proteina ataxina-1. L’accumulo di questa proteina mutata nei neuroni porta alla loro morte, con conseguente progressiva perdita di funzione delle aree cerebrali coinvolte. Sebbene le basi genetiche della SCA1 siano ben note, la comprensione dei processi patogenetici rimane un campo aperto alla ricerca (2).

Ultime scoperte scientifiche

Nel campo della ricerca sulla SCA1, ci sono stati notevoli progressi negli ultimi anni. Un importante studio del 2019 ha identificato come la proteina mutata ataxina-1 interagisca con altre proteine cellulari, modificando la struttura del DNA (3). Questo meccanismo potrebbe fornire un obiettivo per nuovi trattamenti farmacologici, e i ricercatori stanno ora lavorando per sviluppare farmaci in grado di bloccare questa interazione.

Inoltre, la scoperta di un modello animale transgenico per la SCA1 ha permesso di arricchire le conoscenze sulla patogenesi della malattia e di testare nuove terapie in un contesto preclinico. Studi recenti su questi modelli hanno rivelato l’efficacia di molecole in grado di inibire la sintesi di ataxina-1, proponendo un’interessante strategia terapeutica (4).

Gestione clinica della SCA1 in pediatria

In pediatria, la gestione della SCA1 è complessa data la progressione variabile della malattia e l’assenza di terapie specifiche. Attualmente, l’approccio terapeutico si basa sulla gestione dei sintomi e sulla prevenzione delle complicanze. Interventi riabilitativi, come la fisioterapia e la logopedia, sono fondamentali per mantenere l’autonomia del paziente il più a lungo possibile.

Una diagnosi precoce è di fondamentale importanza per i pazienti affetti da SCA1, per permettere l’avvio tempestivo di un approccio terapeutico supportivo e per informare correttamente la famiglia sulla natura progressiva della malattia. A tale scopo, lo screening genetico risulta una strategia efficace, in particolare nei casi di familiarità per la malattia (5).

In conclusione, nonostante la complessità della SCA1, la ricerca ha fatto passi da gigante, aprendo la strada a nuove possibilità terapeutiche. Continuando su questa strada, siamo fiduciosi che sarà possibile migliorare significativamente la prognosi e la qualità di vita dei pazienti pediatrici affetti da questa malattia rara.

 

 

Bibliografia
1. Klockgether, T., Mariotti, C., & Paulson, H. L. (2019). Spinocerebellar ataxia. Nature Reviews Disease Primers, 5(1).
2. Seidel, K., et al. (2012). Cellular protein quality control and the evolution of aggregates in spinocerebellar ataxia type 1 (SCA1). Neuropathology and Applied Neurobiology, 38(6), 548-558.
3. Tsoi, H., et al. (2018). ATXN1 Protein Family and CIC Regulate Extracellular Matrix Remodeling and Lung Alveolarization. Developmental Cell, 46(5), 631-646.
4. Scoles DR, et al. (2018). Antisense oligonucleotide therapy for spinocerebellar ataxia type 1. Nature Medicine, 24(7), 931-938.
5. G. Stevanin et al. (2015). Genetics and Pathogenesis of Spinocerebellar Ataxias. Neurobiology of Disease, 60, 3-4.

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