gli ultimi sviluppi nella gestione delle malattie cardiache nei soggetti over 50

gli ultimi sviluppi nella gestione delle malattie cardiache nei soggetti over 50

approfondimenti su terapie innovative e strategie di prevenzione

La popolazione mondiale sta invecchiando rapidamente, portando ad un aumento significativo delle patologie legate all’età, tra cui le malattie cardiache. I progressi nella ricerca hanno permesso di sviluppare strategie più efficaci per la gestione di tali patologie nei soggetti over 50. Questo articolo esplora le ultime novità in termini di terapie, prevenzione e modalità di intervento basate su evidenze scientifiche recenti.

Nuove terapie farmacologiche

Recentemente, l’attenzione si è concentrata sui farmaci inibitori dell’SGLT2 (sodium-glucose co-transporter 2), originariamente sviluppati per il trattamento del diabete tipo 2. Studi come lo EMPAG-HEART Trial pubblicato sul New England Journal of Medicine hanno dimostrato che questi farmaci non solo migliorano il controllo glicemico ma riducono anche il rischio di eventi cardiovasculari maggiori, inclusi infarto del miocardio e ictus, nei pazienti diabetici e non (Zinman B., et al., 2020).

Le statine rimangono una pietra miliare nella prevenzione della malattia cardiovascolare aterosclerotica. Tuttavia, nuovi approcci che includono l’uso combinato di statine con i nuovi agenti come l’alirocumab, un inibitore della PCSK9, hanno mostrato una capacità ancora maggiore di ridurre il colesterolo LDL e, di conseguenza, il rischio di eventi cardiovascolari nei pazienti anziani (Schwartz GG, et al., 2018).

Interventi non farmacologici

Oltre alle terapie farmacologiche, ci sono evidenze crescenti sull’importanza delle modifiche dello stile di vita. La dieta mediterranea, ricca di olio d’oliva, frutta, verdura e pesci, è stata associata a una riduzione del rischio di malattie cardiovascolari nei soggetti anziani, come evidenziato dallo studio PREDIMED (Estruch R., et al., 2018).

L’attività fisica regolare è un altro pilastro fondamentale nella prevenzione delle malattie cardiache. Studi hanno evidenziato che l’attività fisica moderata può ridurre il rischio di morte per malattie cardiache del 20%-35% (Myers J., 2003). Tuttavia, è essenziale che tali attività siano adattate alle condizioni fisiche dell’individuo anziano, prendendo in considerazione eventuali comorbidità.

Gestione integrata delle condizioni comorbide

Un aspetto cruciale nella gestione delle malattie cardiache nei soggetti over 50 è l’approccio multidisciplinare per gestire le multiple comorbidità che spesso accompagnano l’anzianità. L’integrazione della gestione delle malattie croniche, come l’ipertensione e il diabete, è fondamentale per minimizzare il rischio globale di complicanze cardiovascolari.

Ad esempio, la gestione ottimale del diabete può ridurre significativamente la morbilità e la mortalità cardiovascolare. Allo stesso modo, la monitorizzazione della pressione arteriosa, il trattamento delle dislipidemie e la correzione della dieta sono tutte strategie che si sommano alla protezione cardiovascolare complessiva.

In conclusione, il trattamento delle malattie cardiache nei soggetti over 50 richiede un approccio olistico che combina le ultime terapie farmacologiche con interventi sullo stile di vita e la gestione delle comorbidità. Continuare la ricerca in questo campo è essenziale per sviluppare strategie sempre più efficaci e personalizzate che possano migliorare la qualità della vita e la prognosi di questa larga fetta di popolazione.

 

 

Bibliografia

Zinman B., Wanner C., Lachin J.M., et al. Empagliflozin, Cardiovascular Outcomes, and Mortality in Type 2 Diabetes. N Engl J Med. 2020; 383:1413-1424.

Schwartz GG, Steg PG, Szarek M, et al. Alirocumab and Cardiovascular Outcomes after Acute Coronary Syndrome. N Engl J Med. 2018;379:2097-2107.

Estruch R., Ros E., Salas-Salvadó J., et al. Primary Prevention of Cardiovascular Disease with a Mediterranean Diet Supplemented with Extra-Virgin Olive Oil or Nuts. N Engl J Med. 2018; 378:e34.

Myers J. Exercise and Cardiovascular Health. Circulation. 2003;107:e2-e5.

 

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