L’intelligenza artificiale in biomedicina e dermatologia: una nuova frontiere

L'intelligenza artificiale in biomedicina e dermatologia: un nuovo frontiere

Nel panorama della ricerca scientifica la biomedicina e la dermatologia sfruttano le potenzialità dell’Intelligenza Artificiale per identificare malattie rare e migliorare la diagnosi

Introduzione

Negli ultimi anni, l’Intelligenza Artificiale (IA) ha dimostrato di essere una risorsa cruciale in molte discipline, inclusa la biomedicina. L’uso dell’IA nell’analisi dei dati e nella diagnostica ha aperto nuove prospettive nel campo della ricerca medica e dell’assistenza sanitaria. Vengono usati distinti tipi di IA, con diverse applicazioni specifiche nel campo della biomedicina e dermatologia per malattie sia comuni che rare. Questo articolo discuterà l’uso dell’IA in questi settori basandosi su dati verificati e ricerche scientifiche recenti.

L’IA in Biomedicina

L’IA trova spesso applicazione in ambito biomedicina per lo sviluppo di algoritmi di apprendimento automatico (machine learning), che permettono di elaborare grandi volumi di dati clinici e molecolari. Questi algoritmi possono ad esempio aiutare a identificare malattie rare, molte delle quali presentano una variante genetica.

In questo contesto, l’IA può aumentare la velocità e la precisione della diagnosi servendosi di reti neurali profonde. Questi modelli di apprendimento profondo (deep learning) usano strati nascosti di neuroni artificiali per migliorare l’accuratezza della previsione e la classificazione dei dati [1].

Un esempio recente riguarda la diagnosi delle neuropatie periferiche ereditarie (CMT), un gruppo eterogeneo di malattie genetiche che colpiscono il sistema nervoso periferico. Medici e ricercatori dell’Università della California (UCSF) hanno sviluppato un algoritmo basato su AI che utilizza dati elettronici dei pazienti per diagnosticare i sottotipi di CMT, facilitandone la diagnosi [2].

L’IA in Dermatologia

Nella dermatologia, il ruolo dell’IA si è rivelato prezioso per l’aumento della precisione nella diagnosi delle lesioni cutanee maligne come il melanoma. Studi recenti mostrano che l’IA può effettuare diagnosi di melanoma con una precisione paragonabile, se non superiore, ai dermatologi esperti [3].

Un altro uso emergente dell’IA in dermatologia è quello legato alla dermatite atopica, una delle malattie della pelle più comuni. Uno studio pubblicato su “The Lancet” ha dimostrato che, formando un algoritmo di apprendimento profondo (deep learning) con immagini di dermatite atopica, l’IA può differenziare con successo questa condizione da altre malattie della pelle [4].

Conclusioni

In conclusione, l’Intelligenza Artificiale sta fornendo strumenti fondamentali in biomedicina e dermatologia, migliorando la diagnosi e accelerando le ricerche scientifiche. Nonostante ciò, è importante sottolineare che l’IA è un potente ausilio, ma non sostituisce il medico: un algoritmo può aiutare nell’analisi dei dati e nella diagnosi, ma una visione olistica del paziente ed un approccio umano alla cura restano fondamentali [5].

 

 

Bibliografia
[1] LeCun, Y., Bengio, Y., & Hinton, G. (2015). Deep learning. Nature.
[2] Johnson, N. E., Heatwole, C. R., & Dilek, N. (2021). The Role of Artificial Intelligence in the Identification of Rare Diseases. Journal of Neuromuscular Diseases.
[3] Esteva, A., Kuprel, B., Novoa, R. A., Ko, J., Swetter, S. M., Blau, H. M., & Thrun, S. (2017). Dermatologist-level classification of skin cancer with deep neural networks. Nature.
[4] Han, S. S., Kim, M. S., Lim, W., Park, G. H., Park, I., & Chang, S. E. (2018). Classification of the clinical images for benign and malignant cutaneous tumors using a deep learning algorithm. Journal of Investigative Dermatology.
[5] Eddy, N. (2019). AI doesn’t replace doctors, It helps them. MedCity News.

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