Infezioni respiratorie ricorrenti in età pediatrica: non tutto il male vien per nuocere!

I primi freddi si fanno sempre portatori di influenze e malanni di stagione, che per gli adulti si riducono, il più delle volte, a banali raffreddori e occasionali stati febbrili. Nei più piccoli, però, possono assumere i contorni di vere e proprie infezioni respiratorie, acute e ricorrenti, principalmente causate da agenti infettivi virali e non da fattori di tipo batterico.

I bambini più colpiti sono quelli che frequentano nidi e scuole materne, vale a dire coloro che trascorrono molto tempo ambienti chiusi in cui gli agenti patogeni proliferano con grande facilità. Raffreddore, tosse, mal di gola, mal d’orecchie e febbre diventano così indesiderati compagni di scuola, dai quali sembra difficilissimo liberarsi.

Non solo il precoce inserimento scolastico; anche le condizioni ambientali in cui il bambino cresce possono tramutarsi in fattori di rischio: lo smog cittadino, l’esposizione al fumo passivo, l’appartenenza a famiglie numerose, ad esempio, possono favorire l’insorgenza di infezioni respiratorie ricorrenti.

Eppure, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, ammalarsi ripetutamente da bambini non è così un male. Come infatti hanno chiarito i pediatri della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS), le infezioni respiratorie tipiche dell’età pediatrica sono manifestazioni transitorie e in genere innocue, legate perlopiù alle fragilità del sistema immunitario. Pertanto, i bambini più soggetti a queste infezioni saranno i bambini più forti negli anni a venire, favoriti da un’immunità conquistata duramente e in modo progressivo. In poche parole, quindi, le infezioni che colpiscono i più piccoli hanno effetti positivi sulla loro risposta immunitaria futura, assicurando benefici sul medio e lungo periodo.

Il miglior modo per prevenire infezioni respiratorie ricorrenti è la corretta igiene delle mani, sia da parte del bambino sia da parte degli adulti che lo accudiscono. Inoltre, gli esperti suggeriscono di rispettare i tempi di una buona convalescenza, per assicurare una ripresa efficiente del sistema difensivo dell’organismo.

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Pediatria

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