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Allergie nei bambini: sintomi, diagnosi e orientamento per le famiglie

Prevenzione e salute in pediatria

Le allergie possono comparire nell’infanzia con manifestazioni molto diverse: disturbi della pelle, sintomi respiratori o reazioni associate a un alimento sono alcuni esempi possibili. Gli stessi segnali, però, possono avere altre cause. Per questo è utile evitare conclusioni affrettate e partire da ciò che accade realmente al bambino, dal momento in cui compaiono i sintomi e dal loro andamento.

Osservare i segnali e chiedere un parere

Prurito, orticaria, gonfiore, naso chiuso o che cola, tosse, respiro sibilante, vomito o dolore addominale possono comparire in contesti diversi e non indicano automaticamente un’allergia. Un confronto con il pediatra è utile quando i disturbi si ripetono, preoccupano la famiglia o sembrano collegati a una determinata esposizione o alimento.

Alcune reazioni richiedono una valutazione urgente. Difficoltà a respirare o deglutire, gonfiore rapido di volto, labbra, lingua o gola, marcata sonnolenza, confusione o svenimento sono segnali per cui va chiamato il numero di emergenza 112 o va cercata assistenza immediata.

La diagnosi non si fa con un test isolato

La valutazione allergologica parte dalla storia clinica e, quando indicato, può essere supportata da test scelti e interpretati dal professionista. Un risultato positivo o negativo, da solo, non basta a confermare o escludere un’allergia alimentare: va letto insieme ai sintomi, alle abitudini alimentari e agli altri elementi raccolti durante la valutazione.

È quindi prudente diffidare da test commerciali o da procedure che promettono di individuare numerose “intolleranze” senza una valutazione clinica. In particolare, i test basati sulle IgG non sono raccomandati per diagnosticare allergie o intolleranze alimentari. Evitare autonomamente gruppi di alimenti o iniziare trattamenti può rendere più difficile capire il problema e non sostituisce il percorso concordato con pediatra e specialista.

Informazioni utili per le famiglie

Annotare con semplicità quando compaiono i sintomi, cosa è successo nei momenti precedenti e come evolvono può aiutare il colloquio clinico. Non serve cercare una causa a tutti i costi: il passo utile è condividere osservazioni concrete e costruire con i professionisti un piano adatto al bambino, alla sua storia e al suo contesto.

Dal congresso

Questo approfondimento è collegato al programma di Prevenzione in Pediatria 2021, dedicato alla prevenzione delle malattie allergiche in età pediatrica.

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