osteonecrosi dei mascellari associata a farmaci: una sfida nella pratica clinica odontoiatrica

osteonecrosi dei mascellari associata a farmaci: una sfida nella pratica clinica odontoiatrica

Comprendere le strategie diagnostiche e terapeutiche di una patologia emergente

L’Osteonecrosi dei Mascellari Associata a Farmaci (OMAF) è una condizione patologica seria che colpisce le ossa mascellari e può avere gravi ripercussioni sulla qualità della vita dei pazienti. Colpisce prevalentemente i pazienti trattati con bisfosfonati, utilizzati principalmente per trattare l’osteoporosi e le metastasi ossee associate a tumori, come il carcinoma del seno e della prostata. Negli ultimi anni, la patologia è emersa come un importante argomento di dibattito e ricerca vista la crescente popolazione di pazienti anziani e oncologici trattati con questi agenti.

La presentazione clinica dell’OMAF varia da sintomi minimi o assenti fino a casi gravi con dolore intenso, esposizione ossea e complicanze infeziose. La diagnosi precoce e la prevenzione sono essenziali per la gestione di queste complicazioni. La presenza di osso necrotico può essere visualizzata con esami radiografici, ma il gold standard per la diagnosi rimane la conferma clinica dall’odontoiatra attraverso esami clinici accurati.

Cause e fattori di rischio

L’uso di bisfosfonati, specialmente quando somministrati per via intravenosa, è il fattore di rischio più noto per lo sviluppo dell’OMAF. Recentemente, sono stati associati alla condizione anche altri farmaci come gli inibitori del RANKL (denosumab) e alcuni agenti antiangiogenetici. Le pratiche odontoiatriche invasive, tra cui estrazioni dentarie e altri interventi chirurgici orali, possono significativamente aumentare il rischio di sviluppo dell’OMAF nei pazienti esposti a questi farmaci.

Strategie di prevenzione includono l’eliminazione di focolai infettivi orali prima dell’inizio della terapia con bisfosfonati, una stretta collaborazione tra il medico prescrittore e l’odontoiatra, e un monitoraggio regolare delle condizioni orali. Studi recenti suggeriscono l’importanza di una stretta sorveglianza e di modifiche delle modalità di somministrazione dei farmaci in pazienti a rischio.

Approcci terapeutici

Il trattato delle persone affette da OMAF richiede un approccio multidisciplinare. In caso di diagnosi precoce, il trattamento può consistere nella semplice sorveglianza, con l’ausilio di risciacqui orali antibatterici e il controllo del dolore. Tuttavia, nei casi più gravi, può diventare necessaria la resezione chirurgica dell’osso necrotico. La scelta del trattamento dipende dalla gravità della malattia, dalla sintomatologia e dallo stato generale di salute del paziente.

Recerche sperimentali stanno indagando l’efficacia di nuovi approcci terapeutici, come l’uso di terapia a pressione negativa o di tecniche rigenerative con cellule staminali, ma questi trattamenti sono ancora oggetto di studio e non ampiamente disponibili nella pratica clinica corrente.

Attualmente, i campi di ricerca più promettenti includono lo sviluppo di marcatori biologici per la diagnosi precoce e per la valutazione del rischio, nonché la comprensione dei meccanismi patogenetici a livello molecolare che potrebbero portare alla scoperta di nuove strategie terapeutiche più efficaci e meno invasive.

Conclusioni

L’OMAF rimane una complicanza seria associata all’uso di farmaci bisfosfonati e altri agenti anti-riassorbitivi e antiangiogenetici. È imprescindibile che i professionisti sanitari, soprattutto odontoiatri e oncologi, siano consapevoli delle linee guida attuali, delle strategie preventive e delle opzioni terapeutiche per gestire questa patologia. La collaborazione interdisciplinare è essenziale per ridurre l’incidenza di questa grave condizione e migliorare l’esito clinico per i pazienti affetti.

 

 

Bibliografia

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