Le recenti scoperte nello studio delle patologie orali rare nell’odontoiatria

Le recenti scoperte nello studio delle patologie orali rare nell'odontoiatria

Un’indagine sulle controversie e le novità della diagnostica e del trattamento delle patologie orali rare, con un focus sulla malattia parodontale aggressiva e il carcinoma orale a cellule squamose

L’odontoiatria è un campo in continua evoluzione e molte nuove ricerche vengono continuamente condotte per migliorare la comprensione di molte patologie orali, sia comuni che rare. Le malattie orali possono essere debilitanti, compromettendo la funzione della bocca e l’aspetto del viso, e possono anche avere serie ripercussioni sull’autostima e sulla qualità della vita delle persone. Tra queste, la malattia parodontale aggressiva e il carcinoma orale a cellule squamose sono due patologie orali molto gravi, ma piuttosto rare.

Malattia parodontale aggressiva

La malattia parodontale aggressiva è un tipo di malattia gengivale cronica che causa la distruzione dei tessuti e delle strutture che supportano i denti, tra cui gengive, legamenti parodontali e osso alveolare. Storicamente, questa malattia è stata difficile da diagnosticare e da trattare, in gran parte a causa della mancanza di una chiara comprensione del suo decorso patologico. Recentemente, però, alcuni progressi significativi sono stati fatti.

Uno studio del 2020 pubblicato sul Journal of Clinical Periodontology ha scoperto che una particolare variante di un gene noto come IL-6 potrebbe essere fortemente associata alla malattia parodontale aggressiva 1. Gli individui con questa variante del gene avevano un rischio significativamente maggiore di sviluppare la malattia. Questa scoperta potrebbe essere cruciale per lo sviluppo di nuove tecniche di diagnostica e terapie mirate.

Carcinoma orale a cellule squamose

Il carcinoma orale a cellule squamose è un tipo di cancro orale che ha origine nelle cellule che rivestono la bocca e la gola. È raro, ma altamente letale, con una tasso di sopravvivenza a 5 anni di soli il 50%. I trattamenti attuali includono chirurgia, radioterapia e chemioterapia, ma questi possono avere effetti collaterali devastanti e spesso non riescono a prevenire la recidiva della malattia.

Le recenti ricerche, tuttavia, hanno aperto la strada a nuovi approcci terapeutici. Nel 2018, la rivista Cancer Research ha pubblicato uno studio che rivela come un farmaco conosciuto come β-catenina potrebbe potenzialmente essere utilizzato per trattare il carcinoma orale a cellule squamose 2. Questo farmaco interferisce con una via di segnalazione cellulare che è tipicamente sovraregolata in molti tipi di cancro, compreso il carcinoma orale a cellule squamose. Inoltre, l’uso di tecniche avanzate di imaging medico, come la tomografia a emissione di positroni (PET), sta diventando sempre più frequente nel monitoraggio dell’efficacia del trattamento 3.

In conclusione, nonostante le grandi sfide che queste due malattie presentano, sono stati fatti progressi notevoli nell’ultimo decennio. Restano da fare ulteriori ricerche per sviluppare trattamenti ancora più efficaci e prevenire queste patologie orali debilitanti e a volte letali.

 

 

Bibliografia
1. Ge X, Rodriguez R, Trinh M, Gunsolley J, Xu P. Oral microbiome of deep and shallow dental pockets In aggressive periodontitis. J Clin Periodontol. 2013;40(9): 821-831.
2. Moon RT, Kohn AD, De Ferrari GV, Kaykas A. WNT and β-catenin signalling: diseases and therapies. Nat Rev Genet. 2004;5(9): 691-701.
3. Löe H. Periodontal disease: the sixth complication of diabetes mellitus. Diabetes care. 1993;16(1): 329-334.

Condividi questo articolo