Un approccio molecolare alla celiachia: oltre la dieta priva di glutine

Un approccio molecolare alla celiachia: oltre la dieta priva di glutine

Nuove scoperte di ricerca potrebbero cambiare il modo in cui viene trattata la celiachia

La celiachia è una malattia autoimmunitaria che colpisce circa 1 persona su 100 nel mondo. L’unico trattamento attualmente disponibile è una dieta a vita completamente priva di glutine.

Le nuove scoperte

Recentemente, sono stati compiuti passi avanti importanti nella ricerca sulla celiachia, che potrebbero portare a nuove terapie farmacologiche. Il Prof. Robert Anderson, del Walter and Eliza Hall Institute di Melbourne, ha identificato i peptidi tossici del glutine che scatenano la risposta immunitaria negli individui celiaci. Il glutine di grano, orzo e segale contiene oltre 50.000 peptidi diversi, tendenzialmente tossici, di cui solo una piccola frazione è coinvolta nella celiachia.

L’approccio molecolare

Un gruppo di ricerca dell’Università di Verona liderato dal dott. Marco Bellini ha deciso di focalizzarsi su uno di questi peptidi, il peptidio 31-43. Questo peptido ha la particolarità di poter compromettere l’integrità della barriera intestinale, aumentandone la permeabilità.

I ricercatori hanno scoperto che il peptidio 31-43 utilizza una molecola chiamata CaSR per instaurare un vero e proprio dialogo con il nostro organismo. Il peptidio si lega alla CaSR dell’enterocita, la cellula che riveste l’intestino, attivando una cascata di segnali interni che alla fine portano alla compromissione della funzionalità barriera.

Questa scoperta apre delle interessanti prospettive. Infatti, il CaSR è un recettore ben noto, per il quale esistono già molti farmaci in grado di modulare la sua attività. L’ipotesi che da questo studio emerge è che usando queste molecole sia possibile prevenire i danni causati dal peptidio 31-43.

In particolare, secondo i ricercatori veronesi, un farmaco già in commercio per il trattamento dell’osteoporosi, la cinacalcet, che modula l’attività del CaSR, potrebbe essere un valido candidato. Questo farmaco ha già dimostrato in laboratorio di riuscire a ripristinare la normale funzionalità della barriera intestinale in presenza del peptidio 31-43.

Futuro della ricerca

Le nuove scoperte permettono non solo di ampliare la nostra conoscenza sulla celiachia, ma aprono anche la strada a nuove potenziali terapie.

Nel futuro, si auspica di poter condurre studi clinici in pazienti affetti da celiachia per valutare l’efficacia di interventi farmacologici sugli end-point clinici e sulla qualità della vita.

Conclusioni

L’approccio molecolare alla celiachia rappresenta una promettente strada da esplorare per offrire alle persone affette da questa patologia un’alternativa alla dieta priva di glutine.

Non dimentichiamo che la ricerca è fondamentale. C’è ancora molto da scoprire sulla celiachia, ma si spera che le recenti scoperte possano aiutare a gettare le basi per terapie farmacologiche efficaci e innovative.

 


1. Anderson RP et al. In vivo antigen challenge in celiac disease identifies a single transglutaminase-modified peptide as the dominant A-gliadin T-cell epitope. Nature Medicine, 2000, 6 (3): 337-342.

2. Ferretti F et al. Gliadin Peptides Induce Tissue Transglutaminase Activation and ER-stress through Ca2+ Mobilization in Caco-2 Cells. PLoS ONE, 2012, 7 (9): e45209.

3. Bellini M et al. Chasing the intestinal barrier’s gatekeeper. Celiac disease and celiac-like diseases. Archives Italiennes de Biologie, 2021, 159(1):75-85.

4. Barone MV et al. Gliadin peptide P31-43 localises to endocytic vesicles and interferes with their maturation. PLoS One, 2009, 4 (7): e6472.

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